venerdì 5 maggio 2017

The Light Between Oceans


"We can't rightly talk about the future if you think about it. We can only talk about what we imagine or wish for. It's not the same thing."

Metti un romantico faro su un'isoletta ritirata e tranquilla al largo della costa australiana, con tramonti mozzafiato su un panorama da cartolina e il solo rumore delle onde a fare da sottofondo, metti che il guardiano del faro sia un uomo tormentato dal ricordo assordante delle trincee della Grande Guerra e che abbia il volto di Michael Fassbender, metti una ragazza anche lei provata dal Conflitto e ansiosa di formare una nuova famiglia con un'infinito tappeto d'acqua e d'amore a far da barriera contro il dolore del mondo, metti che questa fanciulla abbia i tratti dolci e testardi della piccola Alicia Vikander, che sembrerebbe essersi innamorata del Fassbender proprio sul set di questo film perchè in certe circostanze a giocare a moglie e marito è difficile rimanere indifferenti: il biglietto da visita di The Light Between Oceans (La Luce fra gli Oceani) è infiocchettato abbastanza bene da spingerti a salire a bordo senza tante storie, per venderti una love story dal pedigree impeccabile con due protagonisti belli e bravi, una splendida cornice paesaggistica a riempirti gli occhi e una dose massiccia di lacrimoni per farteli bruciare.

L'unica condizione è accostarsi alla visione consapevoli che questo è tutto ciò che otterremo: tratto dal bestseller di M.L. Stedman, The Light Between Oceans è un bel melodrammone della nonna con prove attoriali sopra le righe e profondità scarna laddove si sarebbe potuto calcare un po' di più la mano e concedere meno spazio al silenzio laddove questo non è abbastanza, per capire lo strazio di Tom e di una generazione distrutta dalla Guerra ma soprattutto quello di Isabel, decisa ad essere madre e disposta a tutto pur di raggiungere lo scopo: la tragedia di una maternità voluta e negata, un istinto naturale che la natura a volte si ostina a non concedere a chi sembrerebbe meritarselo non è sempre facile da comprendere quando corre pericolosamente sul filo dell'egoismo e dell'ossessione, ma forse a ragione di un canovaccio che non ha nessun interesse a scartare la confezione, l'interpretazione di Alicia Vikander non riesce ad andare oltre il nervosismo e l'antipatia ed a esserci di particolare d'aiuto.

Apprezzabile ma non incisivo il lavoro sul percorso parallelo del personaggio di Rachel Weitz, privata del diritto di avere la figlia e l'amore per cui aveva tanto lottato non dalla crudeltà del destino ma dal disperato egoismo di un'altra madre, in un gioco di simmetrie retto a prova dell'universalità dell'amore e delle piccole quotidianità che lo contengono e che ci riempiono la vita sottovoce ogni giorno: tutto sul pelo dell'acqua e a misura di Kleenex, ma con le giuste aspettative comunque dignitoso.



2 commenti:

  1. film molto bello, presto ne parlerò anche io da me ^^

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  2. Perdona lo spam... Dalle mie parti c'è un premio per te.

    https://delicatamenteperfido.it/liebster-award-2017/

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